MODULO CONTENENTE LE INFORMAZIONI PER IL PAZIENTE
TITOLO DELLO STUDIO:
"TRATTAMENTO CON IMMUNOGLOBULINE NELLA SINDROME
POST POLIO"
Egregio/a Signore/a, le proponiamo di partecipare alla sperimentazione
della terapia con IMMUNOGLOBULINE NELLA SINDROMA POST-POLIO: di
seguito riportiamo le informazioni principali inerenti lo studio, fermo
restando che potrà porci qualsiasi domanda di chiarimento che riterrà
necessaria.
Le immunoglobuline sono ricavate dal plasma prelevato da un
numero elevato di donatori al fine di ottenere una ampia varietà di
anticorpi; le immunoglobuline sono isolare utilizzando un processo di
frazionamento che garantisce al prodotto una elevata sicurezza dal punto
di vista infettivologico.
Questo preparato è da tempo in commercio anche in Italia ed è già
approvato per molti utilizzi, sia come rimpiazzo nelle
immunodeficienze, sia come immunomodulante in alcune patologie
autoimmunitare come la sindrome di Guillain Barrè, la neuropatia
motoria multifocale, miastenia gravis.
Nella letteratura scientifica sono stati già pubblicati alcuni studi in
merito al trattamento con immunoglobuline nella sindrome post-polio, con
risultati non eclatanti ma promettenti: si tratta di studi norvegesi e
svedesi, che hanno dimostrato un modesto beneficio a carico della forza
muscolare, del dolore e della funzionalità muscolare nei pazienti
trattati con immunoglobuline, anche in confronto al placebo. Il placebo
è una sostanza inerte dal punto di vista farmacologico, utilizzata
negli studi sui farmaci, per accertarsi che il risultato misurato sia
imputabile proprio al farmaco in questione e non ad un "effetto
trattamento" aspecifico.
Il razionale di tale terapia nella sindrome post-polio risiede
nell'ipotesi di una genesi infiammatorio del peggioramento.
Questa terapia verrà applicata solo nei soggetti con diagnosi di
sindrome post-polio, effettuata dopo aver eseguito una valutazione
neurofisiologica completa (necessaria oltre che per accertare la
diagnosi di sinfrome post-polio anche per escludere altre possibili
cause del peggioramento): elettroneurografia ai quattro arti. Potenziali
evocati somato-sensoriali ai quattro arti, potenziali evocati motori ai
quattro arti ed elettromiografia. Questa valutazioni verrà eseguita
presso il Servizio di Neurofisiologia dell'Ospedale Policlinico di
Verona, mediante un accesso giornaliero.
Prima del trattamento sarà inoltre necessario sottoporsi ad alcuni
esami ematochimici (prelievo del sangue), tra cui:
- emocromo con formula,
funzionalità epatica e renale
- dosaggio Ig
- test per HIV, HAV, HCV, HBV
al fine di escludere fattori che potrebbero controindicare il
trattamento con Ig ev.
Prima del trattamento verrà fatta una valutazione clinica del paziente
con particolare attenzione alla qualità della vita, alla forza
muscolare nei vari distretti, alla fatica, al dolore e alla
funzionalità muscolare. Tutto ciò verrà eseguito durante un breve
periodo di ricovera (7-10 giorni) presso l'Ospedale di Malcesine,
mediante una visita clinica, l'utilizzo di un dinamometro per la
valutazione della forza e di brevi questionari.
Dei 48 pazienti arruolati per lo studio, 24 riceveranno il farmaco e ai
restanti 24 verrà somministrato il placebo. L'appartenenza di ciascun
paziente a uno dei due gruppi avverrà in maniera casuale e il paziente
non ne sarà a conoscenza fino alla fine dello studio; quando sarà
sottoposto a trattamento con immunoglobuline nel caso in cui gli fosse
stato precedentemente somministrato il placebo.
I possibili rischi derivanti da questa terapia sono:
- febbre, mal di testa, arrossamento cutaneo,
nausea;
- nei casi più gravi dispnea e shock.
E' assicurata la presenza in ospedale
durante la terapia di un medico rianimatore
- ipotensione: la pressione arteriosa verrà
misurata prima e dopo l'infuzione
- tromboembolismo
- insufficienza renale: i pazienti anziani (>65
anni), affetti da diabete mellito o gammopatia monoclonale sono più a
rischio di sviluppare questa complicanza e sono pertanto sono stati
esclusi da questo studio
- meningite asettica: è una complicanza rara,
i cui sintomi compaiono da 6 a 48 ore. dopo l'infusione
- anafilassi in riceventi con defici di IgA.
Sono stati adottati criteri di esclusione piuttosto restrittivi:
- non sono ammessi allo studio pazienti con BMI >30 (obesità);
- diabete mellito;
- malattie cardiache di grado moderato o severo;
- insufficienza renale, ipertensione elevata e non controllata
adeguatamente dalla terapia farmacologica;
- episodi tromboembolici in anamnesi;
- terapia con warfarin (eparina);
- precedente trattamento con immunoglobuline ev;
- deficit di IgA;
- altre malattie autoimmuni;
- età superiore a 70 anni.
Non ci sono controindicazioni ad alcun tipo di medicazione o altri
trattamenti durante la terapia con immunoglobuline.
Naturalmente Lei può in qualsiasi momento, decidere di ritirarsi dalla
sperimentazione che Le abbiamo proposto.